Ha un secolo di vita, olra il vecchio elettrodomestico si reinventa
Collegata alla Rete diventa globale, sintonizzandosi su migliaia di
emittenti on line
L'ultima rivincita della radio
adesso in onda c'è Internet
di ERNESTO ASSANTE
ROMA - Era sparita, ridotta a un piccolissimo chip, nascosta nei
telefoni cellulari, nelle macchine fotografiche, nei computer. E invece
la radio, intesa come oggetto, è tornata. Da qualche anno, complice
il successo ottenuto da un modello in particolare, la Model One di Tivoli
Audio, che ha dato il via ad un vero e proprio revival, la radio sta
tornando ovunque con forza.
E per rispondere alla rivoluzione
digitale, che la voleva completamente smaterializzata, ridotta ad un
flusso di bit in grado di attraversare tutto il pianeta attraverso Internet,
si è trasformata in un oggetto di design, in qualcosa che è bello
mostrare e possedere, riconquistando l'aspetto "vintage" dell'era dorata
della radio del secolo scorso. Oggi, con un ultimo balzo in avanti, la
radio conquista il mondo, e collegandosi ad Internet diventa globale, in
grado di farci ascoltare trasmissioni che partono da Milano o da New
York, dal Brasile come dalla Russia, senza passare per un computer.
È ancora Tivoli Audio a proporre questa innovazione, con la nuova
Network Radio, un
modello in grado di ricevere le classiche stazioni ma anche di "
sintonizzarsi" sulle migliaia di emittenti che trasmettono on line,
così come di ricevere le trasmissioni in alta definizione e quelle digitali
di nuova generazione. È la riscossa della radio, la risposta alle
innovazioni della televisione, che hanno rivoluzionato il vecchio oggetto.
Il mondo della radio sta attraversando una fase di profondo
rinnovamento, proprio grazie alle nuove tecnologie, e l'oggetto
radiofonico è quello che sta subendo la trasformazione più importante.
Negli anni Sessanta le radio a transistor avevano rivoluzionato il nostro
modo di ascoltare la radio, con modelli portatili che consentivano
l'ascolto fuori casa; negli anni Settanta l'avvento delle autoradio
avevano portato l'ascolto in mobilità, con degli oggetti portatili
completamente nuovi.
Dopo gli anni Ottanta, quando i grandi "
ghetto blaster" avevano segnato l'ultima grande moda dell'oggetto
radiofonico, le radio erano diventate via via sempre più piccole,
soprattutto per l'avvento dei walkmam, che con le loro cuffie avevano
portato l'ascolto della radio in una dimensione personale e privata.
Il passaggio all'era digitale aveva poi smaterializzato la radio, che
aveva perso la sua fisicità per diventare semplicemente una funzione
in altri oggetti, nei telefoni cellulari e nei computer soprattutto, e
l'avvento di Internet aveva dato, poi, il colpo finale alla vecchia radio.
Ora la "Networks Radio" di Tivoli, assieme a molte altre radio che
sono arrivate sul mercato, come MusicPal di Freecom, Alto di
Strawberry Multimedia, o lo Squeezebox, spinge la radio da tavolo in
una nuova stagione: "Sono trent'anni che lavoro in questo ambito",
dice Tom De Vesto, l'inventore della Networks Radio, "e ho visto
passare molte mode. So che la gente non ha mai abbandonato la radio,
che quello che chiede è semplicità d'uso e qualità, chiede qualcosa che
abbia un "feeling", non solo un oggetto che suoni bene". La nuova radio
permette di collegarsi ad Internet senza fili, di poter ascoltare migliaia
di stazioni. Il sogno della radio "globale", che con una sola manopola ci
permette di ascoltare suoni e voci da tutto il mondo, è insomma la realtà
.
(10 maggio 2008)
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